saltare i pasti

Molte volte i pazienti che giungono in ambulatorio per problemi di peso hanno un’alimentazione totalmente squilibrata e l’abitudine si saltare i pasti. Se l’obiettivo è la perdita di peso non c’è cosa più sbagliata di prolungare la fase di digiuno saltando a piè pari un pasto.

Perché non si dovrebbero saltare i pasti

Privare l’organismo di nutrienti non porta a una riduzione della massa grassa, anzi!

Vediamo insieme che, saltare i pasti comporta:

  • Un rallentamento del metabolismo: ciò si traduce, in poche parole, a dover mangiare sempre meno per poter mantenere il proprio peso;
  • Aumento della massa grassa: il corpo risponde al lungo periodo di digiuno “facendo scorta”, interpretando il digiuno come una carenza di nutrienti non volontaria;
  • Riduzione della massa muscolare;
  • Rischio di carenze nutrizionali.

Cosa provoca il digiuno

Il digiuno è una condizione che mette “in allarme” il nostro organismo e comporta la liberazione di una serie di ormoni che agiscono a livello sistemico. In primis c’è un aumento della produzione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali: il cortisolo è strettamente correlato allo stress e comporta un maggior stato di nervosismo. Inoltre digiunare significa portare l’organismo a un calo di zuccheri (aumento del glucagone) e questo fa sì che venga stimolato il senso di fame, una fame nervosa e vorace.
Il risultato? Al pasto successivo si mangerà molto di più, andando alla ricerca soprattutto di carboidrati e rallentando molto la digestione.

saltare i pasti

Quando si digiuna si perdono prima i liquidi, poi la massa muscolare e infine i grassi. La carenza di nutrienti spinge il nostro organismo a richiedere zuccheri (ne ha bisogno il cervello in “allarme”), che vengono prodotti anche endogenamente partendo dalle proteine e dai grassi. Ma questi grassi non sono quelli usati nella situazione di digiuno: infatti per produrre zuccheri il nostro organismo usa le proteine della massa muscolare.

Cosa significa?
Significa che digiunare porta a una perdita di massa muscolare e un aumento conseguente di massa grassa. Questa “nuova” ripartizione della composizione corporea conduce a un inevitabile rallentamento del metabolismo!

Quindi che fare?

In questo articolo avevo spiegato come andrebbe ripartita la giornata alimentare: minimo 3 pasti, colazione, pranzo e cena, a cui è possibile aggiungere un paio di spuntini spezzafame.

Capisco benissimo che molte volte, soprattutto per motivi lavorativi, un pasto è a rischio… ma tra il bianco del pasto equilibrato e il nero del saltare i pasti completamente ci sono una serie di tonalità di grigi che non si devono per forza tradurre in un fast food.

Serve un pochino di organizzazione per gestire questi pasti a rischio, questo è vero, ma il vostro corpo ve ne sarà eternamente grato.

Qualche pratico consiglio

Non ditemi che durante la giornata, tra un appuntamento di lavoro e un altro non trovate neppure 10 minuti di tempo per sgranocchiare qualcosa, anche in macchina tra uno spostamento e l’altro!

Queste sono tutte idee di cibi pratici che potete portarvi in borsetta per far fronte a questi pasti improvvisati e very fast!

  • Un pacchetto di cracker biologici + qualche pezzetto di grana + qualche noce + un frutto;
  • Un uovo sodo + un frutto + qualche mandorla;
  • Gallette di riso (pacchetti da 2-4) + mix di frutta secca + carotine baby.

La regola è comunque quella di bilanciare al meglio gli altri pasti.

Saprete già che sarà una giornata impegnativa e il pranzo sarà ridotto al minimo? meglio partire con una colazione salata allora (su Facebook o Instagram)!

Ricordatevi sempre di affidare la vostra salute a un professionista!

F.

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